Regole per portare animali dall’Italia in Svizzera
Regole per portare animali dall’Italia in Svizzera
La Svizzera non fa parte dell’Unione europea, ma applica regole coordinate con quelle dell’UE per i viaggi con cani, gatti e furetti provenienti dagli Stati membri.
Per entrare in Svizzera dall’Italia, l’animale deve accompagnare il proprietario o una persona autorizzata. Il viaggio deve avere carattere non commerciale e non deve comportare la vendita o il trasferimento di proprietà dell’animale.
Documenti e requisiti obbligatori
Per entrare in Svizzera, un cane, un gatto o un furetto deve normalmente avere:
-
un microchip identificativo;
-
una vaccinazione antirabbica valida;
-
un passaporto europeo per animali da compagnia riconosciuto.
Il numero del microchip e i dati della vaccinazione devono essere registrati correttamente nel passaporto da un veterinario autorizzato. Il passaporto europeo è riconosciuto dalle autorità svizzere e, per un normale viaggio dall’Italia, non occorre un certificato sanitario aggiuntivo.
Un tatuaggio chiaramente leggibile può essere accettato al posto del microchip soltanto se è stato applicato prima del 3 luglio 2011.
Vaccinazione contro la rabbia
La prima vaccinazione antirabbica può essere somministrata quando l’animale ha almeno 12 settimane.
La vaccinazione diventa valida dopo almeno 21 giorni. Un cucciolo, un gattino o un giovane furetto vaccinato per la prima volta può quindi viaggiare normalmente a partire dall’età di 15 settimane.
Il microchip deve essere applicato prima della vaccinazione o, al più tardi, nello stesso giorno. Se il richiamo viene effettuato entro il periodo di validità del vaccino precedente, non è necessario attendere altri 21 giorni. Se la vaccinazione è scaduta, la nuova dose viene trattata come una prima vaccinazione.
Cuccioli e animali giovani
La Svizzera ammette, a determinate condizioni, cani, gatti e furetti di età inferiore a 16 settimane che non abbiano ancora completato il programma di vaccinazione antirabbica.
Gli animali giovani devono essere identificati, accompagnati dal passaporto e da una dichiarazione firmata dal proprietario. La dichiarazione deve confermare che, dalla nascita fino al momento del viaggio, l’animale non ha avuto contatti con animali sospetti o con specie selvatiche che potrebbero trasmettere la rabbia.
In alternativa, il giovane animale può viaggiare con la madre, se dal passaporto della madre risulta che la vaccinazione antirabbica era valida prima della nascita dei piccoli.
Altri requisiti importanti
Per un viaggio diretto dall’Italia alla Svizzera:
-
non è richiesta la titolazione degli anticorpi contro la rabbia;
-
non è obbligatorio il trattamento contro Echinococcus multilocularis;
-
non serve un certificato sanitario aggiuntivo se il passaporto europeo è valido;
-
l’animale e i documenti possono essere controllati alla frontiera.
La Svizzera è inoltre esentata dall’obbligo di ingresso nell’UE attraverso un punto d’ingresso designato quando il proprietario rientra successivamente in Italia con il proprio animale.
Numero massimo di animali
Per un normale viaggio non commerciale è consentito trasportare fino a cinque cani, gatti o furetti.
Un numero superiore può rientrare nelle regole non commerciali soltanto in casi specifici, ad esempio per la partecipazione a mostre, competizioni o eventi sportivi, con relativa documentazione. Negli altri casi possono essere applicate le procedure previste per l’importazione commerciale.
Viaggio con una persona autorizzata
Se il proprietario non può accompagnare personalmente l’animale, il trasporto può essere affidato a una persona autorizzata.
È consigliabile portare un’autorizzazione scritta firmata dal proprietario. Il viaggio dell’animale deve essere direttamente collegato a quello del proprietario e avvenire entro il periodo previsto per i movimenti non commerciali.
Cani con orecchie o coda tagliate
In Svizzera l’importazione di cani con orecchie tagliate o coda amputata per motivi estetici è generalmente vietata.
Il proprietario residente all’estero può tuttavia entrare temporaneamente con il proprio cane per una vacanza o un breve soggiorno. Alla frontiera può essere richiesta una cauzione. Sono previste regole particolari anche per chi si trasferisce stabilmente in Svizzera con il proprio cane.
Se la coda corta è congenita oppure l’amputazione è avvenuta per ragioni mediche, occorre poterlo dimostrare con documenti veterinari. In caso di dubbio, è necessario chiedere una valutazione preventiva all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.
Vendita, adozione e cambio di proprietario
Se l’animale viene portato in Svizzera per essere venduto, adottato, consegnato a un nuovo proprietario o affidato da un rifugio, il movimento non è considerato un normale viaggio privato.
In questi casi possono essere richiesti permessi, certificati sanitari e controlli veterinari supplementari. Le condizioni devono essere verificate prima della partenza attraverso la banca dati ufficiale dell’autorità veterinaria svizzera.
Per uccelli, roditori, conigli, rettili e altre specie si applicano requisiti diversi da quelli previsti per cani, gatti e furetti.
