Regole per portare animali dall’Italia in Polonia
Regole per portare animali dall’Italia in Polonia
L’Italia e la Polonia fanno parte dell’Unione europea. Per viaggiare con un cane, un gatto o un furetto si applicano quindi le norme europee sulla circolazione non commerciale degli animali da compagnia.
Per un normale viaggio tra i due Paesi non serve un certificato veterinario internazionale rilasciato alla frontiera. Non è richiesto neppure il test degli anticorpi contro la rabbia. I documenti principali sono il passaporto europeo per animali da compagnia, il microchip e una vaccinazione antirabbica valida.
Le regole descritte in questa pagina riguardano gli spostamenti non commerciali. L’animale viaggia con il proprietario oppure con una persona autorizzata e non viene trasportato per essere venduto, ceduto o affidato a un nuovo proprietario.
1. Quali documenti servono per il viaggio
Per portare un animale dall’Italia in Polonia occorrono:
-
passaporto europeo per animali da compagnia;
-
microchip;
-
vaccinazione antirabbica valida;
-
autorizzazione scritta del proprietario, se l’animale viaggia con un’altra persona;
-
documenti relativi a una mostra, gara o manifestazione sportiva, se vengono trasportati più di cinque animali.
Per un normale spostamento non commerciale tra Italia e Polonia non è previsto un certificato sanitario separato, rilasciato 24 o 48 ore prima della partenza.
La compagnia aerea, l’impresa di trasporto o il servizio di taxi per animali può però applicare condizioni proprie. Alcuni vettori chiedono un certificato veterinario che confermi l’idoneità dell’animale al viaggio. Si tratta di una richiesta del trasportatore, non di una condizione generale per entrare in Polonia.
2. Passaporto europeo per animali da compagnia
Il cane, il gatto o il furetto deve avere un passaporto europeo conforme al modello previsto dall’UE. In Italia il documento viene rilasciato da un veterinario autorizzato o dal servizio veterinario competente.
Nel passaporto vengono indicati:
-
i dati del proprietario;
-
la specie, la razza, il sesso e la data di nascita dell’animale;
-
il numero del microchip;
-
la data di applicazione o lettura del microchip;
-
i dati della vaccinazione antirabbica;
-
il timbro e la firma del veterinario.
Il passaporto europeo non ha una scadenza generale. Resta valido finché le informazioni sono aggiornate e la vaccinazione contro la rabbia non è scaduta.
Prima della partenza conviene controllare il numero del microchip. Deve coincidere esattamente con quello riportato nel passaporto. Anche una sola cifra errata può creare problemi durante un controllo veterinario.
3. Requisiti del microchip
L’animale deve essere identificato tramite microchip conforme ai requisiti tecnici europei.
È accettato anche un tatuaggio chiaramente leggibile, ma solo se è stato applicato prima del 3 luglio 2011. Nella maggior parte dei casi viene utilizzato il microchip.
Il microchip deve essere applicato prima della vaccinazione contro la rabbia oppure nello stesso giorno, purché l’identificazione avvenga prima della somministrazione del vaccino.
Se l’animale è stato vaccinato e solo successivamente microchippato, la vaccinazione potrebbe non essere riconosciuta per il viaggio internazionale. In questo caso può essere necessario ripetere il vaccino dopo l’identificazione.
4. Vaccinazione contro la rabbia
Per entrare in Polonia l’animale deve avere una vaccinazione antirabbica valida.
La prima vaccinazione può essere effettuata quando l’animale ha almeno 12 settimane. Dopo la vaccinazione primaria devono trascorrere almeno 21 giorni. Il viaggio è consentito dal ventiduesimo giorno.
L’età minima pratica per portare in Polonia un cucciolo, un gattino o un giovane furetto è quindi di circa 15 settimane.
La Polonia non consente il normale ingresso di animali di età inferiore a 12 settimane non vaccinati contro la rabbia. Non accetta neppure animali tra le 12 e le 16 settimane per i quali non sia ancora terminato il periodo di 21 giorni dopo la prima vaccinazione.
Quando il richiamo viene somministrato prima della scadenza del vaccino precedente, non occorre attendere altri 21 giorni. La copertura vaccinale viene considerata continua.
Se il vaccino è scaduto, anche da poco, la nuova vaccinazione può essere considerata primaria. In tal caso bisogna attendere nuovamente almeno 21 giorni prima del viaggio.
La durata della vaccinazione dipende dal vaccino utilizzato e dalla data inserita dal veterinario nel passaporto. Può essere di uno, due o tre anni. Le norme europee non impongono un richiamo annuale per tutti i vaccini.
5. È necessario il test degli anticorpi contro la rabbia?
Per un viaggio diretto dall’Italia alla Polonia non è necessario effettuare la titolazione degli anticorpi contro la rabbia.
Entrambi i Paesi appartengono all’Unione europea. Sono sufficienti il microchip, il passaporto europeo e una vaccinazione antirabbica valida.
Il test può essere richiesto in situazioni diverse. Per esempio, quando l’animale rientra nell’UE dopo essere stato in un Paese terzo soggetto a condizioni sanitarie più severe. Questa regola non riguarda un normale viaggio dall’Italia alla Polonia.
6. Trattamento contro l’Echinococcus
Per l’ingresso di un cane in Polonia non è obbligatorio il trattamento contro il parassita Echinococcus multilocularis.
Il trattamento è richiesto per l’ingresso in Finlandia, Irlanda, Malta, Norvegia e Irlanda del Nord. La Polonia non rientra in questo elenco.
La sverminazione e il trattamento contro zecche o pulci possono comunque essere effettuati su consiglio del veterinario, soprattutto prima di un lungo viaggio in automobile. La registrazione di questi trattamenti nel passaporto non è obbligatoria per entrare in Polonia.
7. Chi deve accompagnare l’animale
Di norma l’animale viaggia insieme al proprietario e sotto la sua responsabilità.
Quando il proprietario non può accompagnarlo personalmente, il trasporto può essere affidato a un’altra persona o a un trasportatore autorizzato. Occorre preparare un’autorizzazione scritta del proprietario.
Per mantenere il carattere non commerciale dello spostamento, il viaggio del proprietario deve avvenire entro cinque giorni prima o entro cinque giorni dopo il viaggio dell’animale.
Per esempio, il proprietario arriva in Polonia il 10 agosto e il cane viene consegnato da un trasportatore il 12 agosto. Lo spostamento può essere considerato non commerciale se sono presenti il passaporto, la vaccinazione valida e l’autorizzazione scritta.
Se il proprietario non viaggia entro questo intervallo di cinque giorni, il trasporto potrebbe essere soggetto alle regole commerciali. Possono quindi essere richiesti un certificato sanitario, la registrazione del luogo di origine e la notifica tramite il sistema TRACES.
8. Quanti animali si possono trasportare
Durante un viaggio non commerciale si possono trasportare fino a cinque cani, gatti o furetti.
Un numero superiore è consentito quando gli animali:
-
hanno più di sei mesi;
-
partecipano a una mostra, una gara, una competizione sportiva o un evento simile;
-
sono registrati per la manifestazione;
-
viaggiano con documenti che confermano lo scopo del trasferimento.
In assenza di tali documenti, il trasporto di sei o più animali può essere classificato come commerciale.
La suddivisione formale degli animali tra diversi passeggeri non garantisce che il trasporto venga considerato non commerciale. Le autorità possono valutare l’intera situazione, la proprietà degli animali e lo scopo effettivo del viaggio.
9. Trasporto di cuccioli e gattini
Un cucciolo o un gattino deve essere:
-
identificato con microchip;
-
vaccinato contro la rabbia dopo il compimento delle 12 settimane;
-
tenuto in attesa per almeno 21 giorni dopo la prima vaccinazione;
-
registrato in un passaporto europeo.
Non è quindi possibile prendere un cucciolo di otto settimane in Italia e portarlo immediatamente in Polonia secondo le normali regole di viaggio.
Bisogna attendere il compimento delle 12 settimane, effettuare la vaccinazione e rispettare il periodo di 21 giorni. Se i documenti vengono preparati correttamente, l’animale potrà partire intorno alle 15 settimane di età.
10. Se l’animale è stato acquistato in Italia
La vendita, l’acquisto, l’adozione o il trasferimento dell’animale a un nuovo proprietario non rientrano sempre nelle regole previste per un normale viaggio con il proprio animale domestico.
Se un cane o un gatto viene acquistato in Italia e trasportato al nuovo proprietario in Polonia, lo spostamento può essere considerato commerciale. In questa situazione il solo passaporto europeo potrebbe non essere sufficiente.
Possono essere richiesti:
-
registrazione o autorizzazione del luogo di provenienza;
-
certificato sanitario;
-
registrazione del trasferimento nel sistema TRACES;
-
dati del mittente e del destinatario;
-
rispetto delle condizioni relative a età, microchip e vaccinazione.
I controlli sono più frequenti quando si trasportano cuccioli provenienti da un allevamento, diversi animali della stessa razza o animali accompagnati da un corriere mentre il nuovo proprietario non partecipa al viaggio.
11. Viaggio in automobile
La distanza tra il nord Italia e il sud della Polonia parte da circa 900–1.000 chilometri.
Il tragitto da Milano a Cracovia richiede in media 13–15 ore di guida, escluse le soste prolungate. Da Roma a Varsavia possono servire circa 19–22 ore.
I percorsi più frequenti attraversano l’Austria e la Repubblica Ceca oppure la Slovenia, l’Austria e la Repubblica Ceca. Tutti questi Paesi appartengono all’UE e applicano regole veterinarie simili per gli spostamenti non commerciali.
Il passaporto dell’animale deve essere tenuto a portata di mano. Il cane o il gatto va trasportato in un trasportino fissato, in una gabbia da viaggio oppure con una cintura di sicurezza adatta.
Durante la stagione calda sono consigliate soste ogni due o tre ore. L’acqua deve essere facilmente disponibile.
I farmaci sedativi non dovrebbero essere somministrati senza indicazione veterinaria. Possono influire sulla respirazione, sulla pressione e sulla capacità dell’animale di regolare la temperatura corporea.
12. Trasporto in aereo
Le regole veterinarie restano quelle stabilite dall’Unione europea, ma ogni compagnia aerea applica condizioni proprie.
Prima di acquistare il biglietto bisogna verificare:
-
il peso massimo dell’animale insieme al trasportino;
-
le dimensioni ammesse per il contenitore;
-
la possibilità di viaggiare in cabina;
-
le condizioni per il trasporto in stiva;
-
le restrizioni per cani e gatti brachicefali;
-
il numero massimo di animali ammessi sul volo.
Il posto per l’animale deve essere prenotato in anticipo. Comunicare la presenza del cane o del gatto direttamente in aeroporto spesso non basta, perché il numero di animali ammessi in cabina è limitato.
Per il trasporto in stiva viene generalmente richiesto un contenitore rigido. L’animale deve poter stare in piedi, girarsi e sdraiarsi in una posizione naturale.
13. Controllo veterinario alla frontiera
Durante un normale spostamento non commerciale dall’Italia alla Polonia non è previsto il passaggio obbligatorio presso un posto di controllo veterinario di frontiera.
Le autorità polacche, la polizia, il personale aeroportuale o un veterinario ufficiale possono comunque controllare il passaporto, il microchip e la vaccinazione.
I controlli possono avvenire in aeroporto, durante un controllo stradale oppure quando sorgono dubbi sul carattere non commerciale del trasporto.
Se i documenti non rispettano le condizioni previste, le autorità possono impedire la prosecuzione del viaggio. Le spese per il ricovero, le procedure veterinarie o il rientro dell’animale restano a carico del proprietario.
14. Conigli, roditori, uccelli e rettili
Il passaporto europeo per animali da compagnia viene rilasciato soltanto per cani, gatti e furetti.
Per conigli domestici, criceti, porcellini d’India, topi e ratti, durante uno spostamento non commerciale all’interno dell’UE, di norma non viene richiesto lo stesso insieme di documenti previsto per cani e gatti. Possono però essere introdotte restrizioni sanitarie temporanee.
Per uccelli, rettili e animali esotici le condizioni devono essere verificate separatamente prima della partenza.
Se la specie è protetta dalla Convenzione CITES, possono essere necessari documenti che dimostrino la provenienza legale dell’animale e le autorizzazioni per il suo trasferimento.
15. Cosa controllare prima di partire dall’Italia
Qualche giorno prima del viaggio bisogna verificare:
-
che il microchip sia leggibile;
-
che il numero del microchip coincida con quello riportato nel passaporto;
-
che la vaccinazione sia stata effettuata dopo l’applicazione del microchip;
-
che il vaccino non scada durante il viaggio;
-
che siano trascorsi almeno 21 giorni dalla prima vaccinazione;
-
che i dati del proprietario siano compilati correttamente;
-
che il viaggio del proprietario rientri nel periodo di cinque giorni, se l’animale è accompagnato da un’altra persona;
-
che il trasportatore abbia confermato la prenotazione dell’animale.
I problemi più frequenti nei viaggi tra Paesi dell’UE derivano da errori semplici: vaccino scaduto, numero del microchip scritto male oppure vaccinazione effettuata prima dell’identificazione dell’animale.
